Palazzo Ardinghelli su ASSORESTAURO

IDENTIFICAZIONE E DESCRIZIONE DELL’OPERA Palazzo Ardinghelli è situato nel cuore del centro storico di L’Aquila. L’edificio si sviluppa su due livelli principali; il piano terreno è dominato dalla presenza di un androne passante con lo scalone posto a sinistra, e di un cortile porticato. Il piano terra denuncia le varie fasi edilizie che hanno portato alla formazione dell’immobile; il piano nobile, almeno nel corpo prospiciente la piazza, è stato completamente rimaneggiato dopo il terremoto del 1703, con la creazione di ampi saloni voltati e l’inserimento di una piccola cappella sormontata da una cupola. Insieme alla facciata, il cortile è l’elemento che caratterizza maggiormente l’edificio; la sua terminazione ad esedra lo distingue dalla quasi totalità dei palazzi aquilani e conferisce coerenza architettonica al complesso. Sotto l’unità stilistica conferita al palazzo dall’intervento settecentesco, si nasconde in realtà un’intensa stratificazione leggibile attraverso la struttura e i caratteri costruttivi della fabbrica.
 
CRITERI GENERALI DELL’INTERVENTO L’intervento si ispira ai principi del restauro conservativo ed è mirato alla riparazione dei danni causati dal sisma del 6 aprile 2009, al miglioramento sismico ed alla rifunzionalizzazione di Palazzo Ardinghelli. L’obiettivo dell’intervento è quello di dotare il Palazzo di un impianto strutturale complessivo che lo renda in grado di rispondere efficacemente all’azione sismica. Inoltre è previsto il restauro delle superfici e degli apparati decorativi, le opere di finitura e quelle impiantistiche, necessarie per il suo futuro riutilizzo. I danni sismici sono stati riparati con tecniche tradizionali utilizzando comunque tecnologie moderne. Le volte in muratura danneggiate sono state riparate e consolidate mentre quelle crollate sono state ricostruite con analoga tecnologia. Il collegamento tra le pareti è stato assicurato tramite un sistematico incatenamento a livello dei solai. In sommità alle pareti è stato realizzato un cordolo in muratura armata, al fine di conferire un miglior collegamento tra le pareti e gli elementi della copertura. Il miglioramento delle tessiture murarie è stato realizzato ricorrendo all’inserimento di diatoni artificiali. Le coperture sono state ricostruite con orditura lignea, conservandone sostanzialmente l’originale impianto ma regolarizzando la maglia degli elementi principali.

Costruzione di nuovi muri
Nella parte retrostante del fabbricato (negli ambienti che si affacciano su Via Garibaldi e Via Ardinghelli) i muri di spina interni crollati e pericolanti sono stati ricostruiti, sagomati e portati fino al livello delle falde.

Chiusura e Riduzione di vuoti/Riparazione delle lesioni
I danni sismici alle pareti portanti sono stati riparati con tecniche tradizionali; gli indebolimenti sono stati eliminati tramite sostruzione muraria e la qualità della muratura è stata migliorata localmente in funzione delle specifiche vulnerabilità rilevate.

Miglioramento delle tessiture murarie: inserimento di diatoni
Il miglioramento delle tessiture murarie è stato realizzato ricorrendo all’inserimento di diatoni, che conferiscono un maggior grado di ingranamento nello spessore e nel piano a murature di non sufficiente qualità meccanica. L’intervento è stato realizzato con una tecnologia costruttiva che prevede la realizzazione di diatoni artificiali di spessore 3-6 cm, inserendo una barra inox in una calza di poliestere ed iniettando malta in pressione.

Sostituzione di stipiti ed architravi
Il progetto ha previsto diversi tipi di interventi sugli architravi a seconda della tipologia. Molti di questi elementi sono stati rinforzati con travi in acciaio e mattoni.

Realizzazione di cordolo murario armato
In sommità alle pareti è stato realizzato un cordolo in muratura armata, al fine di conferire un miglior collegamento tra le pareti e gli elementi della copertura. Il cordolo è stato realizzato interamente in mattoni ed armato con una/due barre metalliche disposte alla base dello stesso, e sigillate con malta cementizia.

Ricostruzione/Rinforzo di volte
Le volte in muratura danneggiate sono state riparate e consolidate mentre quelle crollate – ad eccezione delle volte in foglio – sono state ricostruite con analoga tecnologia. La presenza di parti residue, è stata conservata per quanto possibile, rendendo leggibili le porzioni ricostruite, per mantenere una memoria di questo terremoto. Le volte in muratura danneggiate sono state riparate e/o ricostruite e rinforzate mediante l’applicazione di rete e connettori in fibra di basalto e betoncino a base di calce idraulica naturale.

Rifacimento delle coperture
Le coperture sono state ricostruite con orditura lignea, conservandone sostanzialmente l’originale impianto ma regolarizzando la maglia degli elementi principali. Negli ambienti che si affacciano su Piazza Santa Maria Paganica è stato conservato l’originale impianto tramite capriate lignee.
 
INTERVENTI DI CARATTERE STORICO-ARTISTICO
Gli interventi di carattere storico artistico sul fabbricato interessano tutti gli apparati decorativi in esso presenti: stucchi, lapidei, intonaci, pavimenti, opere in ferro ed opere pittoriche. L’iniziale conoscenza storica del palazzo è stata arricchita dall’esecuzione delle opere di carattere strutturale che hanno permesso di raccogliere ampie informazioni sulla storia costruttiva del palazzo e dei suoi apparati e sulle tecniche utilizzate dalle maestranze; notizie che rappresentano un indispensabile punto di riferimento per l’esecuzione delle opere di restauro. L’intervento mira alla ricostruzione di quegli apparati che risultano crollati (elementi lapidei: loggiato della corte, finestrone centrale, finestra guelfa, ecc.) ed alla salvaguardia di elementi danneggiati e degradati (intonaci, stucchi, pavimenti, ecc.)

Consolidamento degli intonaci di pregio
Per gli intonaci di pregio sono state applicate procedure di restauro che prevedono l’utilizzo di materiali e metodi compatibili con l’esistente e che garantiscono una maggiore stabilità delle policromie e degli strati pregiati. A tal fine, sono state eseguite opportune indagini di caratterizzazione degli intonaci. Gli intonaci di pregio sono stati consolidati mediante: Preconsolidamento; Stuccatura dei bordi; Consolidamento dei distacchi; Integrazione delle lacune; Pulitura; Trattamento protettivo/ Coloritura.

Restauro degli apparati decorativi in pietra
I conci appartenenti all’elemento crollato vengono identificati e catalogati e montati a secco. Le parti mancanti vengono ripristinate mediante l’innesto di pietra sintetica ricostruita mediante calchi. Le nuove porzioni vengono fissate anche mediante perni metallici e garantiscono la reversibità dell’intervento. Le fasi di intervento hanno previsto:  il recupero e la catalogazione degli elementi lapidei crollati; la ricomposizione degli elementi crollati; lo studio approfondito dello stato di conservazione, la mappatura delle varie tipologie di degrado; la pulitura (meccanica con bisturi e spatoline, chimica ad impacchi e a tampone, con acqua nebulizzata); il consolidamento con silicato di etile e con iniezioni in profondità, le microstuccature e la stesura del protettivo;Il fissaggio degli elementi lapidei di pregio è stato eseguito con perni, zanche, barre filettate, nastri forati, ecc...

Restauro degli apparati decorativi in stucco
Alcuni degli elementi in stucco sono stati integrati al fine di restituire unità di lettura all'opera o anche di ricostituire parti architettoniche e decorative necessarie alla conservazione delle superfici circostanti. Sono stati realizzati saggi per la composizione di malte idonee per colorazione e granulometria; poi è stato eseguito un calco in silicone e la successiva copia in malta. Il calco delle parti ricostruite è stato posizionato, incollato e/o imperniato. Le parti di piccola entità sono state realizzate in malta lavorata sul direttamente sul posto. Molti degli elementi esistenti sono stati restaurati attraverso le seguenti operazioni:

MESSA IN SICUREZZA - CONSOLIDAMENTO DEI DISTACCHI E DELLE LESIONI. INTERVENTO DI PULITURA
Sono stati realizzati: 1. impacchi con polpa di cellulosa con tensioattivi o carbonato d'ammonio per rimuovere i depositi superficiali con l'ausilio di spazzole o pennelli di setola morbida. 2. la nebulizzazione di acqua per rimuovere depositi di ossalati di calcio, sali solubili prodotti dall'inquinamento atmosferico.

STUCCATURA DELLE FENDITURE E RICOSTRUZIONI
Per le fenditure superficiali e le parti da ricostruire oltre a ricorrere alla tecnica del calco, si sono utilizzate malte con leganti di natura diversa: calce idraulica, grassello, calce aerea. Le formulazioni sono state varie e impiegano aggregati come la sabbia, la pozzolana o la polvere di marmo. Si è prestata una particolare cura nel trattamento superficiale delle lacune, praticando una selezione cromatica diversificata. Il principio, come nel restauro pittorico, è quello di rendere riconoscibile l'intervento.
[di Fausto Dramisino]

https://www.assorestauro.org/it/attivita/cuba-iila2015/da-qa-022015/palazzo-ardinghelli.html

news

Verso una “Carta di Rieti”: per una comunicazione responsabile nei disastri naturali

Si svolgerà il 6 dicembre a Rieti un workshop per discutere le linee guida di una comunicazione responsabile in caso di disastri naturali. A offrire l’occasione sarà la...

archeoRes testimone di resilienza e rinascita della città dell'Aquila

Nel 1995 quello che era un sogno meraviglioso, diventa un’azienda concreta e performante: archeoRes.  Due imprenditori visionari e appassionati, una laurea in Conservazione...

NewsTown - "L Aquila, chiesa di San Flaviano: rimosse le scritte dalla facciata"

Sono state rimosse le scritte comparse, lo scorso settembre, sulla facciata della chiesa di San Flaviano dell'Aquila. Ad annunciarlo è il gruppo aquilano di azione civica Jemo...